Il mostro

22:46

Ho incontrato il mostro. Dopo tanto tempo che lo tenevo sepolto, è tornato. A volte penso che Isabella Moretti, la protagonista della storia che sto scrivendo, avrebbe saputo dargli un nome molto prima di me. Se non sapete di chi parlo, vi rimando a questo mio post..

Oggi ho concluso il nono capitolo del mio romanzo. Per farlo, però, l’ho dovuto incontrare...

Il mostro

Ho incontrato il mostro. Mi guardava, mi chiamava. Ho deciso di dargli ascolto: era da tanto che non lo facevo.

Immobile mi aspettava. Ora è alle mie spalle, mentre nella mia stanza scrivo il romanzo. Non ricordavo che vivesse dentro quella custodia, né che mi avesse cullata fin da bambina.

«Facevi finta di non vederlo. Ammettilo.»

Un’ombra oscura mi avvolge, come la morte avvolge la quiete. E, mentre cerco un modo per affrontarla, capisco che ci sono paure che non si vedono: si sentono e basta. No, non facevo finta di non vederlo. E non lo faccio nemmeno adesso. La morte puoi viverla, ma non vederla. Eppure è lei a rendermi viva, perché è lei che mi fa morire.

Non si tratta del pugilato. Non si tratta di quell’amore così grande da spingermi a vivere sfidando il dolore. Si tratta di quel mostro che mi incontrò quando avevo dodici anni, di quello che, dopo tanto tempo, si era nascosto per non farsi trovare.

23:05

Lo afferro come un pugnale. Metto le cuffie, apro lo spartito. Le note di The Boxer di Simon & Garfunkel risvegliano tutto: Bovisa, la mia Milano balorda, la batteria in Centrale.

Signore in bici con chitarra, Milano

Lo stringo forte.
Chiudo gli occhi, il suo suono mi uccide.

La morte puoi viverla,
e quando suono vivo.

Era lei il mostro.
La mia chitarra.

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